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Protezione dal Rischio Elettrico

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Protezione dal Rischio Elettrico

da | Feb 7, 2014

Dopo aver affrontato il tema dei Rischi chimici oggi vi presentiamo un articolo incentrato sulla Valutazione e Gestione del rischio Elettrico.
“Il processo di valutazione e gestione del rischio elettrico, derivante dalla applicazione congiunta del D.Lgs. 81/08 e degli altri testi di legge in vigore, consente di ridurre tale rischio ad un livello accettabile, in conformità a quanto previsto dalle stesse leggi.
Nelle attività ordinarie, nelle quali i lavoratori sono considerati utenti generici degli impianti, delle apparecchiature e dei componenti elettrici messi loro a disposizione, il datore di lavoro dovrà compiere tutte le azioni necessarie a garantire:

  • la realizzazione a regola d’arte di tutto il materiale elettrico reso disponibile, tenuto conto delle caratteristiche del lavoro e delle condizioni ambientali e di esercizio;
  • il corretto utilizzo di tale materiale, volto a prevenire i rischi;
  • l’adeguata manutenzione e le necessarie verifiche periodiche, finalizzate al  mantenimento nel tempo delle condizioni di sicurezza.

Nel caso di “lavori elettrici” invece la gestione del rischio elettrico richiede anche la formazione specialistica dei lavoratori, l’adozione di specifiche procedure di lavoro, di idonee attrezzature e dispositivi di protezione collettivi ed individuali, secondo quanto prescritto dalle leggi e dalle norme tecniche. In ogni caso, dovrà essere effettuata la specifica valutazione del rischio per le scariche atmosferiche e, in caso di necessità, dovranno essere adottate le necessarie misure previste dalle norme tecniche per ridurre tale rischio al di sotto di quello convenzionalmente ritenuto accettabile.
La sicurezza iniziale  
Per gli impianti elettrici, si deve verificare la presenza della dichiarazione di conformità alla regola dell’arte, rilasciata ai sensi dell’art. 9 della legge 46/90 (o ai sensi dell’art. 7 del D.M. 22/01/08, n. 37, per interventi successivi al 27/03/08), correttamente compilata e provvista di tutti gli allegati obbligatori (certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali dell’installatore, progetto, relazione con i materiali installati, ecc.).
Nel caso di impianti elettrici precedenti al 1990, mancando la dichiarazione di Conformità, non è possibile avere indicazione sulla sicurezza dell’impianto al momento dell’entrata in funzione; la verifica dello stato iniziale potrebbe esser svolta richiedendo una verifica a campione dei requisiti previsti dalla norma CEI 64-8. La verifica per gli impianti precedenti al 1990 potrebbe concretizzarsi in una dichiarazione di rispondenza di cui all’art. 7, comma 6, del D.M. 22/01/08, n. 37, pur non essendo, in questo caso, espressamente prevista da tale decreto; la suddetta dichiarazione di rispondenza è invece obbligatoria per impianti sprovvisti di dichiarazione di Conformità realizzati dopo il 13/03/90 e prima del 27/03/20084.
Per gli apparecchi rientranti nel campo di applicazione della Direttiva Bassa Tensione, realizzati dopo il 1° gennaio 1997, si deve verificare la presenza della marcatura CE.
È comunque necessario che gli apparecchi rechino chiaramente leggibile l’indicazione del costruttore o del venditore responsabile, il nome o il codice identificativo del modello, il valore e la natura della tensione e della corrente (o della potenza) nominali e le altre eventuali informazioni necessarie per l’uso sicuro.
Nel caso di apparecchi rientranti nel campo di applicazione della cosiddetta Direttiva Macchine, oltre ad apporre la marcatura CE sul prodotto, è necessario che il costruttore fornisca anche la dichiarazione di conformità a tale direttiva. Si ricorda che la conformità alla direttiva macchine garantisce anche dai rischi di natura elettrica.
Per la protezione dalle scariche atmosferiche, si deve verificare la presenza della valutazione del rischio dovuto al fulmine, eseguita in conformità alle norme tecniche, e, in caso di installazione del sistema di protezione, la presenza del progetto e della dichiarazione di conformità alla regola dell’arte secondo la legge 186/68 o secondo il D.M. 22/01/08, n. 379. Ai sensi del DPR 462/01, copia della dichiarazione di conformità dell’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche deve essere inviata ai dipartimenti territoriali Inail e all’ASL/ARPA competenti entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell’impianto, unitamente alla denuncia dell’installazione dello stesso.
Il corretto utilizzo
Il corretto utilizzo di impianti e componenti elettrici deriva essenzialmente da un’appropriata informazione e formazione del personale, dalla conoscenza adeguata delle specifiche istruzioni d’uso, nonché da un opportuno addestramento, nei casi più complessi.
Ai programmi di formazione contenenti nozioni generali sul rischio elettrico è consigliabile, allora, aggiungere parti che consentano di trasferire ai lavoratori interessati i principali contenuti dei manuali di uso e manutenzione di impianti e apparecchi, le istruzioni operative o le procedure per l’utilizzo delle attrezzature in sicurezza.
In particolare, i lavoratori devono essere in grado di riconoscere e segnalare tempestivamente le carenze delle attrezzature e le possibili condizioni di pericolo (D.Lgs. 81/08, art.20, comma 2, lettera e).
Il mantenimento nel tempo
Il mantenimento delle condizioni di sicurezza conseguite mediante la corretta realizzazione e l’adeguato utilizzo, deve essere garantito nel tempo tramite un’idonea manutenzione e verifiche periodiche svolte attraverso esami a vista e prove (funzionali e/o strumentali), possibilmente nell’ambito di programmi generali di manutenzione preventiva.
In particolare, per ciò che concerne gli impianti elettrici installati a partire dal 27/03/08, il D.M. 37/0814, stabilisce che la conservazione delle caratteristiche di sicurezza sia attuata tenendo conto delle istruzioni d’uso e manutenzione predisposte dall’installatore dell’impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate. Il principale riferimento tecnico per la manutenzione degli impianti elettrici è la guida CEI 0-10.
Le verifiche periodiche che interessano gli impianti elettrici sono di due tipi:

  • quelle previste dal DPR 462/2001 relative ai soli impianti di terra e agli impianti elettrici installati nei luoghi con pericolo di esplosione (da richiedere all’ASL, all’ARPA o agli Organismi Abilitati, secondo le periodicità indicate nel decreto);
  • quelle da svolgere in conformità alle norme tecniche richiamate dall’art. 86 del D.Lgs. 81/08, come controlli “secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente”.

I verbali delle verifiche effettuate in conformità alle norme tecniche devono essere conservati dai datori di lavoro, così come quelli rilasciati dalle ASL, ARPA o dagli Organismi Abilitati, per le verifiche ex DPR 462/2001.
Per le apparecchiature elettriche in generale, ed in particolare per quelle rientranti nel campo di applicazione della Direttiva Bassa Tensione e in quello della Direttiva Macchine, le verifiche periodiche e la manutenzione devono essere eseguite in base alle prescrizioni dei libretti di uso e manutenzione rilasciati dal costruttore, che devono essere pertanto disponibili. In casi particolari o in assenza dei sopraccitati libretti sarà necessario effettuare le manutenzioni e le verifiche facendo riferimento alle norme tecniche specifiche applicabili e prestando particolare attenzione alla valutazione di tutte le condizioni che possono determinare incendi di origine elettrica, esplosioni o folgorazioni.
Per quanto riguarda la protezione dalle scariche atmosferiche, in assenza di parafulmine (perché non richiesto dalla relativa valutazione del rischio), è necessario verificare che non siano mutate le condizioni alla base della valutazione (ampliamento dello stabile, modifica della destinazione d’uso o delle condizioni di esercizio, presenza di pubblico, ecc.); altrimenti è necessario ripetere la valutazione.
In presenza di impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, analogamente agli impianti elettrici, il D.M. 37/08 richiede di tener conto delle istruzioni d’uso e manutenzione predisposte dall’installatore dell’impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate. I riferimenti tecnici per la manutenzione degli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche sono contenuti nella norma CEI EN 62305-3 (CEI 81-10/3) e nella guida CEI 81-2.
Anche per gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche, sono previsti due tipi di verifiche periodiche:

  • quelle richieste dal DPR 462/2001;
  • quelle da svolgere in conformità alle norme tecniche richiamate dall’art. 86 del D.Lgs 81/08. Si utilizzano la norma CEI EN 62305-3 (CEI 81-10/3) e la guida CEI 81-2.

I lavori elettrici
Se nel lavoro elettrico è previsto che le parti attive non siano in tensione, ci si riferisce ad un lavoro fuori tensione. In questo caso bisogna adottare tutte le misure tecniche e procedurali necessarie a garantire il sezionamento delle parti attive da ogni sorgente di alimentazione e la messa in sicurezza nei confronti di richiusure intempestive dei circuiti, provvedendo poi alla sicura messa a terra e al collegamento in corto-circuito di tutte le fasi e del neutro.
Se è previsto che le parti attive rimangano in tensione (lavoro sotto tensione), i metodi di lavoro previsti dalle norme in questo caso sono tre:

  • i lavori sotto tensione a contatto sono quelli nei quali l’operatore deve accedere all’area delimitata dalla distanza DL dalle parti attive con parti del corpo e attrezzi isolati. In questo caso la protezione si realizza mediante DPI (guanti, calzature, casco, visiera, ecc.);
  • i lavori sotto tensione a potenziale sono quelli nei quali l’operatore entra in contatto con la parte in tensione senza attrezzi o DPI perché isolato da parti a potenziale diverso;
  • i lavori sotto tensione a distanza sono quelli nei quali l’operatore rimane con le parti del corpo fuori dalla all’area delimitata dalla distanza DV dalle parti attive ed entra nella zona delimitata dalla distanza DL (più vicina alle parti attive) con aste isolanti. La protezione è garantita in questo caso dalle aste isolanti e dai DPI.

Sia nei lavori fuori tensione, che in quelli sotto tensione, per ciascun metodo di lavoro, devono esser definiti i compiti, le qualifiche del personale e gli aspetti essenziali da gestire negli interventi. In particolare devono esser individuati i seguenti profili professionali:

  • persona esperta (PES): persona con istruzione, conoscenza ed esperienza rilevanti tali da consentirle di analizzare i rischi e di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.
  • persona avvertita (PAV): persona adeguatamente avvisata da persone esperte per metterla in grado di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.

I lavori elettrici fuori tensione possono essere eseguiti solo da PES o da PAV, oppure da persone comuni, sotto la supervisione di PES o PAV. I lavori elettrici sotto tensione in sistemi di I categoria (bassa tensione) possono essere eseguiti solo da PES o da PAV che abbiano conseguito l’idoneità a svolgerli. Tale idoneità deve essere attestata dal datore di lavoro sulla base della formazione, dell’addestramento e degli altri requisiti indicati nella norma CEI 11-27.
I lavori sotto tensione nei sistemi di II e III categoria possono essere svolti solo da aziende espressamente autorizzate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero della Salute, secondo quanto previsto dal Decreto Interministeriale del 4 febbraio 2011.”
Fonte: Il testo è tratto da un documento messo a disposizione da INAIL

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