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Presidio antincendio: controlli quotidiani su vie di esodo e sicurezza

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Presidio antincendio: controlli quotidiani su vie di esodo e sicurezza

da | Giu 8, 2026

Un presidio antincendio efficace non si limita alla gestione delle emergenze, ma si basa su attività di sorveglianza, controllo e manutenzione che, nel tempo, garantiscono la piena efficienza delle misure di sicurezza.

Il quadro normativo italiano richiede infatti che tutte le misure di prevenzione incendi siano mantenute nel tempo in condizioni di efficienza, come previsto dal D.Lgs. 81/2008 e dai decreti ministeriali che disciplinano la gestione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, in particolare il D.M. 2 settembre 2021 che disciplina la gestione della sicurezza antincendio e delle emergenze e il D.M. 1 settembre 2021 che definisce criteri di controllo, manutenzione e qualificazione dei tecnici manutentori..

In questo contesto, il presidio operativo antincendio diventa uno strumento essenziale non solo per intervenire in caso di emergenza, ma anche per garantire:

  • continuità della sicurezza;
  • controllo quotidiano delle condizioni operative;
  • tracciabilità delle verifiche;
  • gestione strutturata delle non conformità;
  • dimostrabilità della compliance in caso di controlli o audit.

Il Gruppo CMB supporta le aziende nell’implementazione di sistemi strutturati di controllo, integrando procedure, checklist e reportistica nei processi di sicurezza aziendale.

Quali controlli vanno fatti su vie di esodo e uscite di sicurezza?

Le vie di esodo rappresentano uno degli elementi più critici della prevenzione incendi, perché consentono l’evacuazione rapida e sicura delle persone in caso di emergenza.

Secondo l’Allegato IV del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, devono essere:

  • sempre libere da ostacoli
  • facilmente accessibili
  • chiaramente segnalate

A questo si aggiungono gli obblighi organizzativi introdotti dal D.M. 2 settembre 2021, che richiede controlli periodici finalizzati a verificare la reale fruibilità delle vie di fuga.

Dal punto di vista operativo, le verifiche e devono essere oggetto di verifiche periodiche e, nei contesti più complessi o ad elevato affollamento, anche di controlli giornalieri:

  • assenza di ostacoli o materiali depositati;
  • accessibilità delle uscite;
  • corretta apertura delle porte di emergenza;
  • visibilità della segnaletica;
  • funzionalità dell’illuminazione di sicurezza;
  • coerenza tra layout reale e piano di emergenza.

Uno degli aspetti più critici nei controlli ispettivi è infatti la discrepanza tra procedure formalizzate e condizioni reali del sito.

Come verificare porte tagliafuoco, segnaletica e illuminazione di emergenza?

Le porte tagliafuoco (REI) devono essere mantenute costantemente efficienti, poiché svolgono una funzione fondamentale di compartimentazione e contenimento dell’incendio.

Le verifiche operative devono controllare che:

  • le porte siano integre;
  • i dispositivi di autochiusura funzionino correttamente;
  • non vi siano manomissioni;
  • le guarnizioni siano presenti e integre;
  • le porte non siano impropriamente bloccate in apertura.

Per la manutenzione delle porte tagliafuoco, il riferimento tecnico è rappresentato dalle norme UNI applicabili e dalle indicazioni del D.M. 1 settembre 2021.

Anche la segnaletica di sicurezza deve essere mantenuta visibile, leggibile e coerente con il layout operativo reale, come previsto dal Titolo V del D.Lgs. 81/2008.

Per quanto riguarda l’illuminazione di emergenza, i controlli devono verificare:

  • funzionalità dei corpi illuminanti;
  • autonomia prevista;
  • efficienza delle batterie;
  • corretto intervento in caso di mancanza alimentazione.

Qual è la differenza tra sorveglianza, controllo e manutenzione?

Uno degli errori più frequenti nella gestione antincendio è confondere attività diverse tra loro.

La normativa distingue chiaramente:

Sorveglianza

Attività visiva e semplice finalizzata a verificare che impianti e presidi siano accessibili, integri e apparentemente funzionanti.

Può essere effettuata da personale interno incaricato o da addetti al presidio antincendio.

Controllo periodico

Verifica tecnica con frequenza definita, finalizzata ad accertare funzionalità ed efficienza dei dispositivi antincendio.

Manutenzione

Intervento tecnico eseguito da personale qualificato per mantenere o ripristinare l’efficienza di impianti e attrezzature.

Questa distinzione è particolarmente importante perché il D.M. 1 settembre 2021 ha introdotto obblighi più strutturati in materia di qualificazione dei manutentori e tracciabilità delle attività.

Come gestire le non conformità?

La gestione delle non conformità è uno degli elementi che determina la reale efficacia del presidio operativo.

Individuare un problema non è sufficiente: è necessario dimostrare che l’anomalia venga presa in carico, classificata e risolta.

Ogni non conformità dovrebbe quindi essere:

  • registrata;
  • descritta in modo chiaro;
  • associata a un livello di rischio;
  • assegnata a un responsabile;
  • monitorata fino alla chiusura.

L’utilizzo di sistemi di ticketing o di registri digitali consente di monitorare lo stato delle azioni correttive e di garantire la chiusura delle criticità.

Che report serve al committente?

La reportistica rappresenta uno degli strumenti più importanti sia per il committente sia per l’azienda che gestisce il presidio.

Un report efficace deve consentire di verificare:

  • controlli eseguiti;
  • data e ora delle verifiche;
  • aree controllate;
  • anomalie rilevate;
  • azioni correttive richieste;
  • stato di avanzamento;
  • tempi di chiusura;
  • eventuale documentazione fotografica.

La frequenza dei report può variare (giornaliera, settimanale o mensile) in base al livello di rischio e alle esigenze del committente.

Una reportistica strutturata consente non solo di rispettare gli obblighi normativi, ma anche di migliorare la gestione complessiva della sicurezza.

Riferimenti normativi

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