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Rischio videoterminale (VDT): obblighi, pause, sorveglianza sanitaria e smart working

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Rischio videoterminale (VDT): obblighi, pause, sorveglianza sanitaria e smart working

da | Giu 8, 2026

Il rischio da videoterminale (VDT) è oggi uno dei rischi professionali più diffusi negli ambienti di lavoro, non solo negli uffici tradizionali ma anche nelle attività in smart working e nel lavoro ibrido. L’utilizzo prolungato di computer, monitor e dispositivi digitali può infatti determinare affaticamento visivo, disturbi muscolo-scheletrici e sovraccarico cognitivo, soprattutto quando postazioni, tempi di lavoro e organizzazione non sono adeguatamente gestiti.

Il riferimento normativo principale è il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, in particolare il Titolo VII (artt. 172–179) e l’Allegato XXXIV, che definiscono obblighi, requisiti ergonomici, pause e sorveglianza sanitaria per i lavoratori videoterminalisti.

Nella pratica aziendale, la gestione del rischio VDT non riguarda soltanto la conformità della postazione, ma coinvolge anche:

  • organizzazione del lavoro;
  • tempi di esposizione;
  • gestione delle pause;
  • ergonomia;
  • formazione dei lavoratori;
  • sorveglianza sanitaria;
  • utilizzo corretto delle attrezzature anche in smart working.

Gruppo CMB supporta le aziende nella valutazione e gestione dei rischi lavorativi attraverso servizi integrati di consulenza e formazione sulla sicurezza sul lavoro.

Chi è considerato videoterminalista secondo il D.Lgs. 81/08?

Ai sensi dell’art. 173 del D.Lgs. 81/08, è considerato videoterminalista il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale per almeno 20 ore settimanali, al netto delle pause.

L’articolo 175 del D.Lgs. 81/08 stabilisce che la valutazione si applica a tutti i lavoratori che svolgono attività continuativa al videoterminale nell’ambito della loro mansione.

Quali sono i principali rischi del videoterminale?

L’utilizzo prolungato del videoterminale può comportare effetti legati a fattori ergonomici, posturali e organizzativi. I principali rischi riguardano:

  • disturbi visivi (affaticamento oculare, visione offuscata)
  • disturbi muscolo-scheletrici (collo, schiena, spalle, polsi)
  • affaticamento mentale e cognitivo
  • stress lavoro-correlato

Questi effetti dipendono principalmente da una postura scorretta, da postazioni non ergonomiche e dall’assenza di pause adeguate.

Quando è obbligatoria la valutazione del rischio videoterminale?

La valutazione del rischio VDT è obbligatoria quando sono presenti lavoratori che rientrano nella definizione normativa di videoterminalista.

Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione con il supporto di:

  • RSPP;
  • medico competente (quando previsto);
  • eventuali consulenti tecnici.

La valutazione deve essere formalizzata all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e deve considerare:

  • caratteristiche delle postazioni;
  • durata dell’esposizione;
  • organizzazione delle attività;
  • pause;
  • ergonomia;
  • fattori ambientali;
  • eventuali condizioni individuali dei lavoratori.

Gruppo CMB affianca le aziende nella redazione e nell’aggiornamento del DVR attraverso attività di consulenza specializzata.

Pause videoterminale: cosa prevede la normativa?

L’art. 175 del D.Lgs. 81/08 stabilisce che il lavoratore videoterminalista ha diritto a una pausa di almeno 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al videoterminale, salvo diverse previsioni della contrattazione collettiva.

Le pause:

  • non possono essere cumulate;
  • devono favorire il recupero visivo e posturale;
  • possono essere sostituite da cambi di attività che non comportino uso continuativo del videoterminale.

Dal punto di vista organizzativo, la corretta gestione delle pause rappresenta una delle misure preventive più efficaci per ridurre affaticamento e sovraccarico biomeccanico.

Requisiti della postazione di lavoro

L’Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/08 definisce i requisiti minimi delle postazioni di lavoro.

Una postazione ergonomicamente corretta dovrebbe prevedere:

  • seduta stabile e regolabile;
  • schermo orientabile e correttamente posizionato;
  • piano di lavoro adeguato;
  • spazio sufficiente per movimenti e postura;
  • tastiera e mouse utilizzabili senza posture incongrue;
  • illuminazione adeguata;
  • assenza di riflessi e abbagliamenti.

Anche piccoli errori ergonomici, se mantenuti nel tempo, possono favorire l’insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici e affaticamento.

Per questo motivo, la formazione dei lavoratori sull’uso corretto della postazione rappresenta una misura fondamentale di prevenzione.

Gruppo CMB offre percorsi dedicati alla formazione in materia di salute e sicurezza:

Sorveglianza sanitaria: quando è obbligatoria?

La sorveglianza sanitaria per i videoterminalisti è prevista dal D.Lgs. 81/08 e viene effettuata dal medico competente sulla base della valutazione dei rischi.

Gli accertamenti riguardano principalmente:

  • apparato visivo;
  • apparato muscolo-scheletrico.

La sorveglianza sanitaria comprende:

  • visita preventiva;
  • visite periodiche;
  • eventuali visite straordinarie nei casi previsti.

La periodicità degli accertamenti è normalmente:

  • quinquennale;
  • biennale per lavoratori con prescrizioni o di età superiore ai 50 anni, salvo diversa valutazione del medico competente.

Il medico competente può inoltre esprimere prescrizioni relative a:

  • pause;
  • ergonomia della postazione;
  • limitazioni operative;
  • necessità di ausili o adattamenti.

 

Come ridurre il rischio videoterminale in modo efficace?

La prevenzione efficace del rischio VDT richiede un approccio integrato che combini ergonomia, organizzazione e formazione.

Ergonomia

  • regolazione corretta della postazione;
  • corretto posizionamento del monitor;
  • riduzione dei riflessi;
  • utilizzo di supporti ergonomici.

Organizzazione del lavoro

  • alternanza delle attività;
  • gestione delle pause;
  • riduzione dell’esposizione continuativa;
  • corretta pianificazione dei carichi cognitivi.

Formazione e consapevolezza

  • uso corretto delle attrezzature;
  • gestione della postura;
  • conoscenza dei rischi;
  • corretta gestione delle pause e dello smart working.

Ruolo della prevenzione in azienda

La gestione del rischio VDT non rappresenta solo un obbligo normativo. Oggi è anche un elemento centrale per:

  • benessere organizzativo;
  • sostenibilità del lavoro digitale;
  • riduzione dell’assenteismo;
  • prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici;
  • miglioramento della produttività.

Le aziende che affrontano il rischio videoterminale in modo strutturato riescono generalmente a migliorare non solo la compliance normativa, ma anche comfort operativo ed efficienza organizzativa.

Attraverso un approccio integrato che unisce consulenza, formazione e supporto organizzativo, Gruppo CMB affianca le aziende nella gestione della sicurezza e nell’implementazione di sistemi efficaci.

Riferimenti normativi

 

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